Tomaso ALBINONI
Sonata in sol minore
Adagio, Allegro, Grave, Presto.
Tomaso ALBINONI (1671 - 1750), nato a Venezia, fu assai stimato da Bach, che utilizzò suoi temi e fece pratica di basso continuo sui suoi bassi. Secondo gli studiosi, Albinoni avrebbe prodotto più di 500 composizioni. Sfortunatamente gran parte delle sue musiche è andata perduta.
Figlio maggiore di un ricco mercante di carta, Albinoni potè disporre di una rendita fissa che gli permise di dedicarsi soltanto al piacere della musica. Albinoni fu violinista provetto e assieme a Vivaldi, al quale era legato da una profonda amicizia, fu uno dei più importanti rappresentanti del Barocco italiano.
La Sonata in sol minore è composta di quattro movimenti: 1 Adagio, 2 Allegro, 3 Grave, 4 Presto
C. ARRIEU
Cinq Mouvements
Prelude (Allegretto), Aria (Moderato), Scherzo (Allegro), Interludi (Andantino), Final (Moderato).
Johan Sebastian BACH
Fuga et Inverse
Johan Sebastian BACH (1685 – 1750) Fugue et Inverse
Johann Sebastian Bach merita sicuramente una citazione di riguardo…
Egli è stato il musicista che ha esercitato la più profonda e duratura influenza sulla posterità, e non alludiamo solamente ai compositori di musica classica, ma più recentemente, anche ai maestri del jazz, del pop e del rock;
Mozart ammirava Bach per la sua potenza e per l’ingegno della sua musica. “Ecco qualcuno da cui imparare” fu la sua reazione quando sentì un coro intonare un mottetto di Bach.
All’interno del mezzo espressivo da lui prescelto, Bach dimostrò enorme versatilità, scrivendo capolavori sia per la Chiesa che per la Corte, che erano le due grandi istituzioni che all’inizio del XVIII° secolo dominavano tutti gli aspetti della vita: i musicisti del tempo di Bach non potevano far altro che porsi al servizio dell’una o dell’altra, anche perchè non esistevano sale da concerto.
Il contrappunto e la Fuga hanno dato una svolta all’interno della Storia della Musica.
La parola Fuga deriva dal latino e vuole indicare la fuga delle varie voci che si allontanano e si rincorrono l’un l’altra. All’inizio, la prima voce da sola intona il “soggetto” sul quale l’intera fuga è basata.
Quando la prima voce ha quasi finito il tema, entra la seconda voce con lo stesso soggetto, mentre la prima inizia un controsoggetto. L’effetto risulta sempre tanto affascinante e travolgente.
B. BARTOK
Three Folk Dances
(arr.by P. Gordon)
Allegro non troppo, Andante, Allegro giocoso.
L. BERNSTEIN
West side story
(arr.by R. van Bavel)
J. BRAHMS
Danze Ungheresi n° 1, 4, 5
Johannes BRAHMS (1833 – 1897) - Danza Ungherese n°1, 4, 5
C’è una particolare relazione che lega i capolavori di Johannes Brahms, e che riguarda lo stile compositivo del suo repertorio scritto indifferentemente per pianoforte solo e per Orchestra. Le Danze ungheresi, scritte tra il 1869 e il 1880, ne sono l’esempio più eclatante. Più celebre è soprattutto la versione Orchestrale delle Danze, dove esce meglio l’aspetto popolare dato dalla variazione dei timbri dei vari strumenti. Il carattere di questa opera, composta da ben 21 Danze, passa dalla malinconia, all’energia esplosiva, al vigore ritmico... La versione per Quartetto di clarinetti risulta particolarmente d’effetto.
E. CARTER
Canonic Suite
Deciso, Allegretto con moto, Allegro.
W. A. CROSSE
Petit Quartet
Allegretto, Alla Marcia, Andantino, Allegretto, Final, Allegretto Lento, Allegro finale.
M. CURTIS
A Klezmer Wedding
M.CURTIS-A Klezmer Wedding.mp3
Mike CURTIS - A Klezmer Wedding
Tradotto in Italiano, il titolo dell’ultimo brano in programma significa: “Un Matrimonio Klezmer”. KLEZMER é una parola che in yiddish significava originariamente “musicista”; ai nostri giorni questa parola viene utilizzata per descrivere un brano composto nella tradizione della musica strumentale ebraica. L’interpretazione risveglierà sentimenti profondi: un miscuglio unico di gioia, ironia ma anche di malinconia. Il pezzo si apre con delle cadenze a piacere dell’esecutore, dove ogni strumentista dimostra le sue abilità tecniche. Al termine di queste, la musica si fa contemplativa ed il suono del Clarinetto Basso ben si adatta al carattere del momento. La successione di temi si fa sempre più fitta ed elaborata con un andamento che nel finale diventa quasi isterico.
C. DEBUSSY
Danse
(arr.by J. Thilde)
Claude DEBUSSY (1862 – 1918) - Danse
DEBUSSY, autore francese considerato uno dei massimi esponenti dell’impressionismo francese. L’impressionismo in musica tendeva a mettere in rilievo i colori, le sfumature piuttosto che il disegno tematico. La “Danse” che ascolteremo fa parte della produzione pianistica di Debussy, si tratta quindi di una trascrizione per questa formazione, che vede un nuovo strumento ossia il clarinetto piccolo. Figlio di modesti commercianti, il caso gli fece incontrare, all'età di 8 anni, un'ex allieva di Chopin che lo avviò seriamente allo studio del pianoforte. Con il "Prélude à l'après midi d'un faune" giunse nel '94 la sua prima grande affermazione, seguita da altre numerose conferme negli anni seguenti. La migliorata situazione economica gli permise così di dedicarsi esclusivamente alla composizione. Compose fino all’ultimo, nonostante difficoltà di vario genere e i primi sintomi di una malattia incurabile, morendo nel 1918.
C. DEBUSSY
Le petit nègre
Paul DESMOND
Take Five
Paul DESMOND, Take Five.
Si tratta di un brano di stampo prettamente jazzistico. L’autore Paul Desmond é stato un famoso saxofonista, diventato celebre proprio sulle note di questo brano, che non farete fatica a riconoscere nella trascrizione di Schmidt.
K. DITTERS von DITTERSDORF
Partita per Quartetto di clarinetti
Allegro molto, Minuetto, Adagio, Finale non presto.
Carl DITTERS VON DITTERSDORF (1739 – 1799) Partita per Quartetto di Clarinetti
Dittersdorf fu compositore e virtuoso del violino. Nacque nel 1739 e nel 1750, a soli undici anni, ottenne un posto come violinista in un’Orchestra giovanile di Vienna, mentre successivamente, grazie al Principe Giuseppe Federico, divenne strumentista dell’Orchestra di Corte. Qui ebbe l’occasione di approfondire lo studio del violino e di dedicarsi alla composizione con Francesco Trani e Giuseppe Bonno, due didatti italiani; questo fatto non deve sorprenderci visto che il Settecento era il periodo in cui maestri italiani si spostavano in tutta Europa, ricercatissimi per la loro preparazione. La carriera di Dittersdorf ebbe un seguito in Europa Orientale, in Ungheria, Romania fino ad arrivare in Cecoslovacchia, dove nel 1770 finì la sua carriera come strumentista e iniziò la sua carriera di compositore. Compose musica da Camera, Opere Buffe oltre a Sinfonie e fu uno dei massimi esponeneti dello stile galante assieme a Gluck e Haydn, dal quale risentì molto la sua musica per la brillantezza e la vivacità. Morì nel 1799 dopo aver composto lasciando una produzione musicale sterminata.
A. DVORAK
Danze Slovacche n°2, 6, 10
John FAIRHEAD
The Alley Cat Song
John FAIRHEAD, The Alley Cat Song
É un brano di origine americana in cui l’autore affida al Clarinetto un compito onomatopeico nell’imitazione del miagolio del Gatto.
F. FARKAS
Scene Ungheresi
Pohárköszöntő, Játék, A bujdosò dala, A pásztor, Gyászharangok, Lakodalmas, Borúra derű, Körtánc.
Ferenc FARKAS (1905 – 2000) - Scene Ungheresi
Le Scene Ungheresi di Farkas sono una perfetta sintesi di vari momenti della vita popolare di tutti i giorni. Azzeccata, in questo senso, è la scelta dell’organico che prevede l’uso del Clarinetto Piccolo.
Il particolare timbro di questo strumento ben rappresenta il carattere tzigano-popolare di queste danze che risalgono al diciassettesimo secolo. Il pezzo presenta particolari difficoltà per questo strumento specie nell’ultimo movimento in cui è richiesta una particolare bravura tecnica. Nell’arco dell’intero brano, domina l’elemento ritmico e non poteva essere altrimenti visto che il ritmo è a fondamento della danza in tutte le sue forme.
F. FARKAS
Antiche Danze Ungheresi
F.FARKAS-Antiche danze ungheresi.mp3
Intrada Allegro Moderato, Lassù Moderato cantabile, Lapockàs Tanc Allegro molto, Ugros Allegro.
Ferenc FARKAS (1905 – 2000) - Antiche Danze Ungheresi dal secolo XVII
Scritte in stile seicentesco le “Antiche Danze Ungheresi” di Ferenc FARKAS si presentano nella tipica forma delle suites barocche. La suite consiste in un complesso di pezzi strumentali e porta anche il nome di sonata, ordre, partita, ecc. Nata dalla consuetudine delle corti di riunire in gruppi più movimenti di danza, la suite raggiunge la sua forma più evoluta verso la metà del XVII sec. Le danze sono spesso “idealizzate” e sono distribuite in modo da alternare quelle a carattere meditativo con altre brillanti, quelle a carattere moderato o lento con altre a movimento mosso o rapido. Nel pezzo che ascolterete ogni danza ha un nome che ne definisce il carattere: Intrada, una sorta di Ouverture o Preludio in tempo Allegro Moderato, con la quale il compositore vuole indicare l’apertura delle danze. Aria, Moderato cantabile di carattere meditativo; Minuetto, nel quale vengono evidenziate le parti solistiche del Clarinetto Piccolo e del Clarinetto Basso; Rondò, finale giocoso dove risaltano il carattere brillante e la tecnica virtuosistica del Clarinetto.
G. FAURE
Pavane op. 50
(arr.by A. Ghidoni)
B. FERNEYHOUGH
Sonatine
Allegro molto, Allegro Moderato
J. FRANCAIX
Petit Quatuor
Gaguenardise( Allegro), Cantilene( Lento ma non troppo), Serenade comique.
Jean FRANCAIX (1912 - 1992) Petit Quatuor
Jean Françaix nato a Le Mans nel 1912, ha studiato composizione a Parigi con Nadia Boulanger. Nel suo stile incontriamo un tipo diverso di classicismo completamente diverso e profondamente radicato nella tradizione francese. Al luogo dell’espressività convenzionale, intesa come rivelazione di vicende o sentimenti “interiori”, appare il trattamento scherzoso delle forme espressive, un’ironia con la quale il compositore volle prendere le distanze dalla serietà delle avanguardie francesi e mondiali. Non a caso la sua produzione annovera moltissime composizioni per strumenti a fiato, forse gli strumenti che meglio si prestano per natura ad un’indole comica e spensierata.
J. FUCIK
Florentiner Marsch op 214
(arr.by P.Feifer)
Julius FUCIK (1872 – 1916) Florentiner March
È una delle prime marce scritte per Orchestra a Fiati e che riscuote enorme successo tuttora, a circa 100 anni dalla sua composizione. Florentiner marsch op. 214 del compositore cecoslovacco Julius Fucik, che rimase sicuramente affascinato dalla vivacità della città di Firenze. La trascrizione per Quartetto di clarinetti risulta brillante e ben scritta.
G. GERSHWIN
Three Preludes
Allegro ben ritmato, Andante con moto e poco rubato, Allegro ben ritmato e deciso.
George GERSHWIN (1898 – 1937) – Three Preludes
Gershwin è stato il primo compositore americano della Storia. Nacque a New York nel 1898 da emigranti russi e trascorse la sua infanzia nelle sporche e rumorose strade della città, centro di unione di tante culture tra cui l’italiana, l’irlandese, la russa, e quella della gente di colore.... Sfoderò da subito un insolito talento per il pianoforte, e a quindici anni iniziò la sua prima attività di “Pianista dimostratore” in un negozio di musica. La sua attenzione, si spostò subito sulla composizione. Scrisse in questi anni, innumerevoli canzoni, che divennero subito richiestissime. Il successo arrivò molto presto a ventun’anni con la sua prima commedia. Seguirono in tempi rapidissimi alcune importanti composizioni sinfonico-orchestrali tra cui Rhapsodie in Blue, e il Concerto in Fa per pianoforte. Nel 1925 è il compositore più ricco, famoso e apprezzato d’America e fu in quegl’anni che si trasferì a Hollywood, luogo simbolo di chi aveva ottenuto fama e successo. Questa difficile scelta di trasferirsi sul Pacifico, fu decisione dettata più che altro dallo status sociale raggiunto, che non dalla volontà vera e propria di vivere in quel luogo, in cui l’ipocrisia e lo sfarzo la facevano da padrone. Muore nel 1937 a soli 39 anni nella sua casa di New York. I tre Preludi fanno parte del repertorio importante per Quartetto e ognuno dei tre piccoli brani è esemplificativo dello stile e del carattere del compositore americano.
G. GERSHWIN
Somebody loves me
(arr.by Art Marshall)
George GERSHWIN (1898 – 1937) – Somebody loves me, Oh Lady be good
Grazie al suo prodigioso temperamento artistico, Gershwin riuscì negli anni Venti e Trenta a conquistare un posto di primo piano sia nel mondo della rivista musicale che in campo sinfonico e operistico. Il brano che il Quartetto propone viene identificato come “canzone”: Gershwin ne compose moltissime senza mai confondersi però con i compositori, i cantanti e gli esecutori tipici di quel genere. Egli si avvalse sempre di moduli armonici, ritmici e timbrici propri del jazz personalizzandoli alla sua maniera in stile classicheggiante. La maggior parte di queste, ha come tema l’amore così come in “Somebody Loves me”, in italiano “Qualcuno mi ama” e “Oh Lady be good”. Nella trascrizione per Quartetto di Clarinetti, la parte del canto è affidata sempre al primo clarinetto, al quale spetta il compito di cercare un suono chiaro, in stile anni ‘30. In partitura è presente spesso la parola Swing, ossia un intercalare ritmico della voce tipico di quegli anni.
G. GERSHWIN
A Portrait
(arr.by Graziano Sanvito)
George GERSHWIN (1898 – 1937) - A Portrait
All’indomani della caduta della Borsa di Wall Street del 1929, negli Stati Uniti si era cominciato a diffondere il genere jazz che tanto affascinava l’immaginazione degli europei.
La sua carica energetica era divenuta il simbolo stesso del modernismo e del ritmo frenetico del Nuovo Mondo. Tuttavia, vi erano diversi tipi di jazz: c’era il jazz dei neri, il jazz dei bianchi, il jazz delle orchestre da ballo. Simbolo indiscusso di quell’età, è un lavoro orchestrale di George Gershwin ovverosia Rhapsodie in Blue, con un bellissimo solo del clarinetto, presente nella trascrizione e che non farete fatica a riconoscere. L’arrangiamento che propone il Quartetto di Clarinetti racchiude celeberrime Songs, tra cui Summertime, temi da Porgy and Bess e proprio Rhapsodie in Blue.
G. GERSHWIN
Oh Lady be good
(arr.by Art Marshall)
George GERSHWIN (1898 – 1937) – Somebody loves me, Oh Lady be good
Grazie al suo prodigioso temperamento artistico, Gershwin riuscì negli anni Venti e Trenta a conquistare un posto di primo piano sia nel mondo della rivista musicale che in campo sinfonico e operistico. Il brano che il Quartetto propone viene identificato come “canzone”: Gershwin ne compose moltissime senza mai confondersi però con i compositori, i cantanti e gli esecutori tipici di quel genere. Egli si avvalse sempre di moduli armonici, ritmici e timbrici propri del jazz personalizzandoli alla sua maniera in stile classicheggiante. La maggior parte di queste, ha come tema l’amore così come in “Somebody Loves me”, in italiano “Qualcuno mi ama” e “Oh Lady be good”. Nella trascrizione per Quartetto di Clarinetti, la parte del canto è affidata sempre al primo clarinetto, al quale spetta il compito di cercare un suono chiaro, in stile anni ‘30. In partitura è presente spesso la parola Swing, ossia un intercalare ritmico della voce tipico di quegli anni.
R. GILET
Clarinettes en Concert
Somebody’s Knocking at your door (Negro Spiritual), Were you are? (Negro Spiritual), Fugue (di J. S. Bach), Promenade, Aria sulla quarta corda (di J. S. Bach), Marche Nuptiale (di F. Mendelssohn), Petite Suite Folklorisque Russe, Marche Solennelle (di G. F. Haendel), Petite Suite Populaire Americane.
R. GILET Clarinettes en Concert
È una raccolta di brani, tra i più celebri della tradizione classica e di quella moderna.
Spesso il Quartetto ama estrapolare parte di questi brani per eseguirli in concerto o in occasioni particolari. È il caso della celebre “Marcia nuziale” di Mendelssohn e della bellissima “Aria sulla Quarta corda” di Bach.
Queste trascrizioni per Quartetto di Clarinetti risultano apprezzate anche in un contesto prettamente religioso, sia in Italia sia in territorio elvetico.
R. GOE
Suite in Folk Style
Folk song, Lullaby, Folk Dance, Canon.
C. GOUNOD
Marcia funebre per una marionetta
(arr.by G. Sanvito)
Charles GOUNOD (1818 -1893) - Marcia funebre per una marionetta
Discendente da una famiglia di musicisti, Charles Gounod nacque nel 1818 a Parigi, dove si formò musicalmente. Compose parecchia musica teatrale, molto famoso è il Faust, in cui l’elemento esotico e mistico entra a far parte anche delle composizioni religiose. Originalmente scritta per pianoforte, La Marcia Funebre per una Marionetta è stata resa celebre da una serie tv diretta da Alfred Hitchkoch negli anni settanta, dove ne era la sigla d’apertura. É un pezzo di sicuro effetto che spicca per la scherzosa ironia all’interno di tutta la produzione di Gounod, il quale è conosciuto soprattutto per la sua Ave Maria.
Hengel GUALDI
Breve Preludio
Adagio, Tempo di Jazz, Adagio.
Hengel GUALDI - Breve Preludio
Hengel Gualdi é un Jazzista italiano da poco scomparso: in questo Breve Preludio egli adotta come schema fisso il solista contro gli altri tre strumenti soprattutto nella parte centrale del pezzo. Dopo un inizio lento si passa ad una fase più concitata per concludere poi col tempo iniziale quasi come fosse un ricordo un po’ sfumato.
Paul HARVEY
Quartetto
P.HARVEY-Quartet.mp3
Prelude, Waltz, Scherzo, Toccata and Fugue.
Paul HARVEY (1937 - *) - Quartet
É una composizione originale, in quattro movimenti, per Quartetto di Clarinetti. Paul Harvey é un compositore a cui il Quartetto è particolarmente legato visto che ha scelto di intitolarsi proprio col suo nome. La musica di Harvey pur conservando una classicità nella forma e nello stile compositivo, risente di influenze jazzistiche apprezzabili nel primo e nel quarto movimento di questo Quartetto. Tutti e quattro gli strumenti hanno pari opportunità di mettersi in mostra, persino il Clarinetto Basso, che di tanto in tanto abbandona il suo ruolo di accompagnamento per dedicarsi al tema principale.
Joseph HAYDN
Ariette et Variations
Joseph HAYDN (1732 – 1809) Ariette et Variations
Haydn è il compositore che viene considerato il padre dello stile classico al quale gli stessi Mozart e Beethoven hanno guardato.
A lui si deve la definitiva messa a punto di importanti organici e forme musicali come il Quartetto d’Archi e la Sinfonia.
Poco si sa riguardo la sua formazione. La più importante esperienza di vita, Haydn la vive presso la famiglia Esterhazy, considerata la più importante dinastia Asburgica. Egli prestò servizio qui per circa trent’anni.
Pensate, la fama di Haydn in Europa si è avuta tramite i musicisti che egli convocava presso la dimora, i quali al termine dei periodi di lavoro, si portavano via con loro gli spartiti.
A lui dobbiamo la consacrazione e il passaggio dallo “stile galante” allo “stile classico”, di cui Mozart fu il protagonista principale.
Fu un compositore capace sempre di stupire: le variazioni, trascritte per quartetto, ne sono un valido esempio. Divertimenti e orecchiabili rendono più vario il programma da concerto proposto dal Quartetto.
Leos JANACEK
Three Moravian Dances
Allegro, Con moto, Andante.
Leos JANACEK (1854 - 1928) - Moravian Dances
Figlio di un maestro elementare, Leos Janacek nacque nel 1854 e trascorse l’infanzia in povertà; studiò musica a Brno, continuando poi a Praga (dal 1874) e poi ancora a Lipsia e Vienna. Tornato a Brno, lavorò assiduamente come compositore, didatta, direttore di coro e d’orchestra. Si dedicò intensamente alla ricerca del canto etnico e alla ricerca psicologica e fisiologica-acustica. Le tre danze morave, originali per pianoforte, racchiudono diversi aspetti della sua musica, il ritmo che fa della danza popolare l’elemento portante, l’aspetto calmo e meditativo e i forti contrasti dinamici.
G.G. JANOS
Negy Romantikus Jatek
Allegretto con leggerezza, Presto, Andante, Animato.
Scott JOPLIN
Maple Leaf Rag
Scott JOPLIN (1868 – 1917) - Maple rag, The Enterteiner, The Strenous Life
Tutti i brani del genere rag-time venivano scritti per essere poi suonati al pianoforte. Provate ora a chiudere gli occhi e immaginare di trovarvi nel lontano west, all’interno di un vecchio “Saloon”. In questi locali c’era la presenza fissa di un pianoforte, il più delle volte scordato, malmesso, con la tastiera appiccicosa delle tante birre cadute su di essa. Tra un duello e l’altro, il sottofondo musicale era rappresentato proprio dai rag-time. Questo è, secondo i componenti del Quartetto, lo scenario giusto per gustare questi brani....
Scott JOPLIN
The Enterteiner
S.JOPLIN-The Entertainer.mp3
Scott JOPLIN (1867 – 1917) The Enterteiner
Scott JOPLIN, nacque nel 1867 dal matrimonio fra uno schiavo e una donna libera. Fu appunto dalla madre che Scott apprese i primi rudimenti della musica. Egli fu musicista eclettico e strumentista polivalente (studiò il pianoforte, il violino e il clarinetto), ma il suo ricordo è legato principalmente alle numerose composizioni di ragtime, alcune delle quali, incise su rulli, sono pervenute fino ai nostri giorni, offrendoci un esempio significativo della sua tecnica e del suo stile. Questo brano è divenuto l’importante colonna sonora del film ”La Stangata” con Paul Newman.
Aram KHACIATURIAN
Sabre Dance
(arr.by B. Holcombe)
Aram KHACIATURIAN (1903 – 1979) - Danze delle spade
Nato nel 1903, armeno di nascita, Aram Khaciaturian ha studiato a Mosca violoncello e composizione affermandosi in breve come uno dei principali compositori sovietici della sua generazione. Insegnante dal 1951 al conservatorio di Mosca, organizzatore e animatore della vita musicale moscovita, ha conseguito dallo Stato Sovietico i massimi riconoscimenti come il premio Lenin e il premio Stalin. La musica da khaciaturian, generosa, impulsiva, disinvolta, spesso illustrativa, esprime abbastanza fedelmente un realismo socialista inteso nell’accezione positiva dei termine. Convinto della necessità di farsi capire da tutti, comprese le masse uscite dalla Rivoluzione d’ Ottobre, il compositore si adagia nella spontaneità, nell’ottimismo ostentato, recidendo in partenza ogni possibile rapporto con l’avanguardia occidentale.
R. KORSAKOV
Il volo del Calabrone
(arr.by Martinelli)
N. RIMSKIJ-KORSAKOV (1844- 1908)Il volo del Calabrone
Il Volo del calabrone e' un brano celeberrimo, pieno di colore e ricco d'inventiva, composto nel 1900. L'autore, Nikolaj Rimskij-Korsakov trasse ispirazione da un racconto di Puskin e scrisse “La fiaba dello zar Saltan”, una suite per orchestra suddivisa in 4 quadri: Addio e partenza dello zar, La zarina sul mare, Volo del calabrone, I tre miracoli.
Il terzo episodio e' il brevissimo Volo del calabrone, di straordinaria evocazione naturalistica che richiama perfettamente il ronzio dell'insetto e che narra la magica trasformazione del principe Guidon: egli, sotto le sembianze del calabrone, sorprende e punisce i nemici che lo hanno cacciato dal regno di suo padre Saltan.
L’autore iniziò a studiare pianoforte a 6 anni, approcciandosi da subito alla composizione. Abbandonati gli studi presso la marina, accettò la cattedra di composizione e strumentazione al Conservatorio di San Pietroburgo. Si accostò anche a Ciajkovskij, con l'intenzione di consolidare sempre più il suo bagaglio culturale, mentre si delineava sempre di più il suo contrasto con le idee di Mussorgoskij. Nel '74 successe a Balakirev come direttore della "Scuola libera di musica", occupandosi anche della diffusione della musica russa.
Nel 1905 organizzò un viaggio a Parigi con lo scopo di far conoscere la musica russa (in quell'occasione presentò il suo celebre "Bumblebee flight", il volo del calabrone)
W.H. KRELL
Mississippi Rag
W. H. KRELL - Mississippi Rag
Nella seconda metà dell’Ottocento e fino ai primi decenni del Novecento, negli Stati Uniti fu largamente diffuso il genere denominato “Rag-time”, i cui principali esecutori furono pianisti di estrazione e formazione jazzistica. Il rag-time era basato sulla esposizione di linee melodiche semplici ed essenziali, supportate da una armonia sostanzialmente tradizionale e sostenute da un ritmo costantemente sincopato, che ne rafforzava ulteriormente la già naturale vivacità.
Il musicista che è riconosciuto come il rappresentante più significativo del genere fu senza dubbio Scott JOPLIN. Mississippi Rag è un brano molto ricco di spunti solistici, e ciò ne fa una novità all’interno del genere.
Henry MANCINI
The Pink Panther
H.MANCINI-The Pink Panther.mp3
Henry MANCINI (1924 – 1996)- The Pink Panther
Tutti quanti voi avrete sicuramente visto il film The Pink Panther; se non vi ricordate esattamente la trama del film conoscerete meglio la colonna sonora, attualissima ancora oggi nonostante il film sia del 1964. Henry MANCINI fu compositore, direttore d’orchestra e pianista. Iniziò a scrivere musica da film nel 1952. La sua notorietà è dovuta soprattutto a questa musica dove si può gradire un uso raffinato di idiomi Jazz.
Glen MILLER
In the Mood
(arr.by Stefano Sala)
GLENN MILLER (1904 – 1944) In the Mood
Alton Glenn Miller (Clarinda, 1 marzo 1904 – Stretto della Manica, 15 dicembre 1944) è stato un trombonista, direttore d'orchestra e compositore statunitense. Fu un musicista jazz e direttore d'orchestra più noti dell'epoca swing, e autore di brani celeberrimi come In the mood e Moonlight serenade.
Nel 1937 formò la sua prima band, senza però riuscire ad emergere. Più tardi si rese conto che avrebbe dovuto enfatizzare il suono distintivo della sua band, formato dal clarinetto e dal sax tenore che suonavano la linea melodica con l'armonizzazione fatta dagli altri sax.
Nel 1942 Miller si arruolò volontario nell'aviazione degli Stati Uniti, per dare il suo contributo alla guerra che il suo paese stava combattendo. Con il grado di capitano, fu messo a capo dell'orchestra militare il 9 luglio 1944 e assegnato all'intrattenimento delle truppe all'estero.
Miller scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi da poco liberata.
Come disperso in guerra, nell'aprile del 1992 gli fu dedicata una lapide nel Cimitero Nazionale di Arlington.
L’arrangiamento per Quartetto di clarinetti è di Stefano Sala, musicista del Quartetto.
W. A. MOZART
Ouverture da “Le Nozze di Figaro”
W.A.MOZART-Ouverture 'Le Nozza di Figaro'.mp3
Wolfgang Amadeus MOZART (1756 – 1791) Ouverture da “Le Nozze di Figaro”
Le “Nozze di Figaro” è uno dei capolavori di Mozart. L’opera fu presentata per la prima volta a Vienna nel 1786 su libretto dell’italiano Lorenzo Da Ponte. Di quest’opera in quattro atti, il Quartetto propone l’Ouverture. Lo scopo dell’ “Ouverture” o “Sinfonia” era quello di presentare i temi e le arie che via via si succedevano all’interno dell’opera. È questo il motivo per cui il compositore si cimentava nella stesura solo dopo aver terminato l’intera opera. L’Ouverture da “Le Nozze di Figaro” ben rappresenta il carattere gaio e radioso del personaggio e della vicenda del protagonista, ovvero sia “Figaro”.
W.A. MOZART
Rondeau dal Quartetto KV285
(arr.by Antonio Fraioli)
Wolfgang Amadeus MOZART (1756 – 1791) - Rondeau dal Quartetto KV285
É una trascrizione dalla versione originale per flauto traverso e trio d’archi di Mozart. Scritta nel 1777, questa composizione prevede una ricca vivacità e una buona tecnica degli strumentisti, che è richiesta anche nella trascrizione per quartetto di clarinetti dove fa la sua comparsa il clarinetto piccolo.
W.A. MOZART
Fantasia su motivi de “Il Flauto Magico”
Ouverture, Aria di Papageno, Duetto Papagena e Papageno, Aria di Sarastro, Aria di Papageno, Finale.
Wolfgang Amadeus MOZART (1756 – 1791) Ouverture dall’opera “Il Flauto Magico”
L’Ouverture dal Flauto Magico, che il Quartetto ci propone, a differenza di altre scritte da Mozart, vuole mettere in evidenza la trama e non le arie: emerge la maestosità, l’aspetto sacrale, grandioso, filosofico, misterioso… Il passaggio Adagio-Allegro è visto come transizione Scuro-Chiaro, Ignoranza contro Saggezza. L’Allegro è in stile fugato. E’ considerata l’Ouverture più colta, più dotta in cui Mozart inserisce lo stile polifonico-contrappuntistico. La trascrizione per Quartetto di Clarinetti è di Franz Lotz; si tratta di una trascrizione storica visto che è stata composta quando Mozart era ancora in vita e probabilmente lo stesso Genio Salisburghese aveva assistito ad una rappresentazione della versione che tra poco ascolteremo.
W.A. MOZART
Divertimento n° 1 KV 136
Allegro, Andante, Presto.
W.A. MOZART
Fantasia su Motivi da “il Ratto dal Serraglio”
Ouverture, Aria di Belmonte (1), Aria di Blonde, Aria di Belmonte (2), Romanza di Pedrillo, Aria di Osmin e Finale.
W. A. MOZART (1756 – 1791) Fantasia su Motivi de “Il ratto dal serraglio”
Si tratta di un Singspiel, in lingua tedesca in tre atti, rappresentato nel 1782 a Berlino. Mozart non si limitò alla stesura della musica ma apportò interventi significativi anche sui testi e sulla caratterizzazione dei personaggi. Il tema principale è la contrapposizione, oggi più che mai attuale, tra il mondo Occidentale e quello Arabo. La trama dell’opera verte sul personaggio di un gentiluomo europeo Belmonte, il quale deve liberare la sua donna dalla schiavitù del pascià Selim in Turchia. Dopo mille peripezie e grazie all’aiuto del servo Pedrillo e della compagna Blonde la vicenda finisce con il lieto fine. Molto bella l’aria di Blonde, in cui si recita che in Europa le fanciulle si conquistano con la gentilezza e non vengono possedute con la forza, proprio in seguito alle attenzioni amorose di Osmin, servo di Selim il sovrano turco.
Astor PIAZZOLLA
Histoire du Tango
Bordel 1900, Café 1930, Night-Club 1960, Concert d’aujourd’hui.
Astor PIAZZOLLA
Libertango
(arr.by Stefano Sala)
A.PIAZZOLLA-Libertango.mp3
Astor PIAZZOLLA (1921 – 1992) - Libertango
Astor Piazzola, argentino, è oramai un compositore che è entrato a far parte degli ambienti della musica colta. Si è infatti compresa la sua vena spirituale e dotta. Fu un famoso fisarmonicista e la sua musica, scritta originalmente per questo strumento, viene trascritta oggi per tutti gli strumenti e per tutti i gruppi. Ascolteremo il più importante tango da lui composto dal titolo Libertango. Sempre attenti alla cura timbrica, e della completezza del bel suono, la trascrizione di Stefano Sala (musicista del Quartetto), prevede il timbro inconfondibile del corno di bassetto, strumento a cui è affidata una cadenza iniziale. Questo è uno strumento che ha affascinato dapprima Mozart, che lo ha utilizzato in alcune delle sue composizioni e successivamente il compositore Felix Mendelsshon, il quale ha scritto alcuni concerti per questo strumento dal suono morbido e scuro.
Gioachino ROSSINI
Sinfonia dall’Opera “Il Barbiere di Siviglia”
Gioachino ROSSINI (1792 – 1868) Sinfonia dall’Opera “Il Barbiere di Siviglia”
Compositore grande, grandissimo, addirittura immenso e che è tutto nostro. Un artista dal carattere peculiare che ha saputo imporre al suo tempo il nome dell'Italia in tutto il mondo civilizzato e che ancora oggi è sinonimo di italianità: il suo nome rappresenta una delle ragioni per essere fieri di appartenere al Bel Paese.
Gioacchino Rossini nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792, figlio di un suonatore d'orchestra e di una cantante d'opera attivi nei teatri di provincia italiani. Di talento musicale precocissimo, è allievo del Mattei al Conservatorio di Bologna dove studia in particolare le opere di Cimarosa, Haydn e Mozart.
A vent'anni già scrive "opere buffe" e "opere serie" per vari teatri italiani, mostrando sorprendente freschezza e vitalità.
Il Barbiere di Siviglia fu forse l’opera più rappresentata nell’Ottocento.
Il soggetto di Beaumarchais era già stato messo in musica da Paisiello nel 1782 e con un altro titolo “Le Nozze di Figaro” da Mozart.
Sin dall’Ouverture, troviamo molti elementi tipici dell’opera rossiniana: ricchezza dei contrasti dinamici (forte e piano), ritmo, melodia e una bellezza che parla direttamente ai sensi..
L’opera, del 1816, fu scritta in soli 14 giorni e la Sinfonia che il Quartetto propone fu presa in prestito da Rossini da un’altra opera che egli stesso scrisse in precedenza.
Franz SCHUBERT
Militar Marsch op. 51
Franz SCHUBERT (1797 – 1828) - Marcia Militare
Si tratta di una trascrizione per quartetto di clarinetti visto che l’originale è per pianoforte solo; questo brano fa parte della sterminata produzione pianistica di Schubert, il quale anche se morto molto giovane (31 anni appena...) è considerato un compositore molto prolifico. Solo Mozart scrisse più di lui. La Marcia è stata arrangiata per 2 Clarinetti, Clarinetto Basso e Corno di Bassetto.
Robert STARK
Serenade op. 55
R.STARK-Serenade op.55.mp3
Alla Marcia, Andante, Scherzo, Finale, Allegro.
Robert STARK (1847 – 1922)- Serenata op. 55
Robert Stark, autore tedesco, ritorna frequentemente nel percorso formativo di ogni clarinettista. I suoi Studi e i suoi esercizi fanno parte, ormai da molto tempo, dei programmi d’esame di 5° Corso e di Diploma. La Serenata op. 55 é composta di quattro tempi, tutti e quattro scritti con magistrale sapienza e conoscenza dello Strumento. Si tratta di un brano originale per questa formazione e fa parte del repertorio classico di Quartetto di clarinetti, in cui si può gustare una compattezza sonora davvero originale.
J. STRAUSS
Legende de la foret viennoise
Walzer
J. STRAUSS
Pizzicato Polka
J. STRAUSS
Radetzky-March
J.Strauss-Radetzky Marsch op.228.mp3
Terence J. THOMPSON
Suite City Scenes
A Stroll in the city, Blowing the Blues, Hot Potato Bolgie
Terence J. THOMPSON - Suite City Scenes
Si tratta di tre piccoli brani che hanno come comune denominatore il blues.
Il blues trova la sua origine nella malinconia ed è l’espressione della pena, e quindi fonte primaria del jazz.Vi sono due tipi di blues: il primo è quello delle campagne mentre il secondo è quello classico cittadino.Proprio da questo blues cittadino l’autore del brano (questa volta trattasi di un brano originale scritto appositamente per Quartetto di Clarinetti) estrapola i tre momenti Il primo momento s’intitola letteralmente “Una Passeggiatina per la Città”. Il carattere è molto tranquillo, spensierato. Le varie voci si alternano fino ad arrivare ad un finale in fortissimo forse più adatto ad una big band, che era appunto la formazione più in voga nell’America degli anni ‘40 e ‘50. Il secondo momento è di riposo - “occorre una pausa, si è già fatta molta strada a piedi...”. Non è un caso che il clarinetto basso è il protagonista principale di questo secondo pezzo, con il suo suono caldo. Arriviamo infine al momento in cui si scatena la danza. ll Boogie Woogie della patata Bollente, questo il titolo di quest’ultimo brano che va eseguito con un particolare vigore ritmico.
Terence J. THOMPSON
When the Saints go marching in
J.M.BLACH-When the saints go marching in.mp3
H. TOMASI
Trois Divertissements
Poursuites, Mascarades, Rondes
Alfred UHL
Divertimento
Allegro, Andante sostenuto molto espressivo, Allegro con brio
Alfred UHL - Divertimento
Pochi conosceranno Alfred Uhl come compositore. In effetti questo brano è una delle pochissime sue opere. Legato all’ambiente austro tedesco, Alfred Uhl è noto soprattutto ai clarinettisti per la sua vasta produzione didattica, dedicata al clarinetto. Strutturato in 3 tempi, il Divertimento propone due tempi allegri con notevoli difficoltà tecniche e un tempo lento di grande effetto.
J. VAN DER ROOST
Argulesques
Commodo, Andante, Allegro
Jan VAN DER ROOST - Arghulesques
Appartenente alla nuova scuola olandese di compositori di musica per banda e Orchestra a fiati, Jan Van der Roost ha composto anche molta musica per piccoli organici, tra queste il Quartetto che tra poco ascolteremo. Si tratta di un brano che all’ascolto risulterà particolarmente difficile, ma i componenti del Quartetto “Paul Harvey ‘99” hanno deciso di inserire lo stesso nei programmi da concerto, per alternare generi e forme diverse. Ad una barcarola iniziale in cui il clarinetto basso e un clarinetto soprano fanno da tappeto sonoro ai due strumenti solisti, si alterna un secondo movimento di carattere meditativo e un terzo movimento particolarmente vivace e contrappuntistico.
Kurt WEILL
Music from the threepenny Opera
K.WELL-Music from 'Threepenny Opera'.mp3
Ouverture und Moritat vom Messer, Morgenchoral des Peachum, Kanonesong, Polly’s Lied, Zuhalterballade, Ballade vom angenehmen Leben
Kurt WEILL (1900 – 1950)- L’opera da tre soldi
Kurt Weill ha studiato a Berlino e ha avuto tra i suoi insegnanti Ferruccio Busoni, pianista italiano di fama mondiale. Cominciò a scrivere nello stile moderno già a partire dagli anni venti come testimonia il suo Concerto per Violino del 1925. É ricordato soprattutto per la sua produzione teatrale in collaborazione con Bertolt Brecht, e l’opera che ebbe maggior fortuna fu proprio “l’opera da tre soldi”, del 1928. La trascrizione di James Rae si rifà ad una suite per Orchestra a Fiati composta da Weill quattro mesi dopo la prima rappresentazione dell’opera.
Kennet WILSON
Variazioni su un tema di Paganini (1782 – 1840)
Kenneth WILSON, Variazioni su un tema di Paganini
Paganini nasce a Genova nel 1782. Egli incarna la figura del concertista nomade, sempre in giro da una corte all’altra, in Italia e in Europa.. Intorno a Paganini, la leggenda si sbizzarrì a creare un alone misterioso e fantastico, alimentato dal suo aspetto e dai suoi atteggiamenti, con i quali il musicista si divertiva ad assecondare l’immaginazione popolare.
La sua tecnica era tale che si pensava fosse figlio del demonio…
Pioniere del violino, Paganini, famoso ora in tutto il mondo per il suo virtuosismo al violino e per la sua straordinaria produzione didattica sullo strumento è una delle figure più studiate della Storia della Musica.
La Fantasia che il Quartetto propone riprende il tema del Capriccio numero 5 con variazioni scritte in chiave moderna, con una bellissima chiusura a tempo di Samba che suscita sempre favori da parte del pubblico!